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Tempo d’Avvento – Natale 2017-2018

“Il Signore annuncia la pace per il suo popolo per i suoi fedeli” (Sal 85,9)
Tempo d’Avvento – Natale 2017-

Da Mercoledì 29 Novembre
a Giovedì 7 Dicembre
NOVENA DELL’IMMACOLATA
Ore 8:30 Parrocchia Maria SS. Assunta: Lodi mattutine.
Ore 18:00 Rettoria Maria SS. Immacolata: Novena. Segue la Santa Messa.

Mercoledì 29 Novembre
Ore 8:30 Parrocchia Maria SS. Assunta: Lodi mattutine.
Ore 18:00 Rettoria Maria SS. Immacolata: Santa Messa. Segue l’Adorazione eucaristica con la meditazione sul Vangelo della I Domenica d’Avvento.

Giovedì 30 Novembre
Sant’Andrea apostolo (festa)
Ore 8:30 Parrocchia Maria SS. Assunta: Lodi mattutine.
Ore 18:00 Rettoria Maria SS. Immacolata: Santa Messa.

Venerdì 1° Dicembre – 1° Venerdì del Mese
Ore 8:30 Parrocchia Maria SS. Assunta: Lodi mattutine.
Ore 17:00 Rettoria Maria SS. Immacolata: Adorazione eucaristica animata dall’Apostolato della Preghiera e il gruppo Mariano.
Ore 18:00 Rettoria Maria SS. Immacolata: Santa Messa.

Sabato 2 Dicembre
Ore 8:30 Parrocchia Maria SS. Assunta: Lodi mattutine.
ORE 15:00 LECCE: PRESA DI POSSESSO CANONICO DELL’ARCIDIOCESI DI LECCE DA PARTE DI MONS. MICHELE SECCIA, NOMINATO DA PAPA FRANCESCO ARCIVESCOVO METROPOLITA DI LECCE.

Domenica 3 Dicembre
I DOMENICA D’AVVENTO
Ore 8:00 Rettoria San Vito martire: Santa Messa.
Ore 10:30 Parrocchia Maria SS. Assunta: Santa Messa.
18:00 Rettoria Maria SS. Immacolata: Santa Messa.

Lunedì 4 Dicembre
Ore 8:30 Parrocchia Maria SS. Assunta: Lodi mattutine.
Ore 18:00 Rettoria Maria SS. Immacolata: Santa Messa.

Martedì 5 Dicembre
Ore 8:30 Parrocchia Maria SS. Assunta: Lodi mattutine.
Ore 18:00 Parrocchia Maria SS. Assunta: Santa Messa.

Mercoledì 6 Dicembre
San Nicola vescovo (memoria)
Ore 8:30 Parrocchia Maria SS. Assunta: Lodi mattutine.
Ore 18:00 Rettoria Maria SS. Immacolata: Santa Messa. Segue l’Adorazione eucaristica con la meditazione sul Vangelo della II Domenica d’Avvento.

Giovedì 7 Dicembre
Sant’Ambrogio vescovo
e dottore della Chiesa (memoria)
Ore 8:30 Parrocchia Maria SS. Assunta: Lodi mattutine.
Ore 18:00 Rettoria Maria SS. Immacolata: Santa Messa nella Vigilia della Solennità dell’Immacolata Concezione della B.V.M.

Venerdì 8 Dicembre
IMMACOLATA CONCEZIONE
DELLA B.V.M. (solennità)
Ore 8:00 Rettoria San Vito martire: Santa Messa.
Ore 10:30 Parrocchia Maria SS. Assunta: Santa Messa.
Durante la Santa Messa delle ore 10:30 l’Azione Cattolica celebra l’impegno associativo e il tesseramento annuale.
Ore 16:30 Solenne processione col simulacro di Maria SS. Immacolata secondo il seguente itinerario: Via Trieste – Via San Pietro in Lama – Via M. Buonarroti – Via R. Sanzio – Via Donatello – Via F. Brunelleschi – Piazza San Francesco – Via Magenta – Largo San Vito – Via San vito – Via G. Matteotti – Via Firenze – Via San Cesario – Via A. Manzoni – Piazza San Vito – Via Trieste.
Ore 18.00 Rettoria Maria SS. Immacolata: Santa Messa solenne.

Sabato 9 Dicembre
Ore 8:30 Parrocchia Maria SS. Assunta: Lodi mattutine.
Ore 18:00 Parrocchia Maria SS. Assunta: Santa Messa nella Vigilia della II Domenica d’Avvento.

Domenica 10 Dicembre
II DOMENICA D’AVVENTO
Ore 8:00 Rettoria San Vito martire: Santa Messa.
Ore 10:30 – 18:00 Parrocchia Maria SS. Assunta: Santa Messa.

Lunedì 11 Dicembre
Ore 8:30 Parrocchia Maria SS. Assunta: Lodi mattutine.
Ore 18:00 Parrocchia Maria SS. Assunta: Santa Messa.

Martedì 12 Dicembre
Ore 8:30 Parrocchia Maria SS. Assunta: Santa Messa.
Ore 18:00 Parrocchia Maria SS. Assunta: Vespri.

Mercoledì 13 Dicembre
Santa Lucia vergine e martire (memoria)
Ore 8:30 Parrocchia Maria SS. Assunta: Lodi mattutine.
Ore 18:00 Parrocchia Maria SS. Assunta: Santa Messa. Segue l’Adorazione eucaristica con la meditazione sul Vangelo della III Domenica d’Avvento.

Giovedì 14 Dicembre
San Giovanni della Croce, sacerdote
e dottore della Chiesa (memoria)
Ore 8:30 Parrocchia Maria SS. Assunta: Santa Messa.
Ore 18:00 Parrocchia Maria SS. Assunta: Vespri.

Venerdì 15 Dicembre
Ore 8:30 Parrocchia Maria SS. Assunta: Lodi mattutine.
Ore 18:00 Parrocchia Maria SS. Assunta: Santa Messa.

Da Sabato 16 Dicembre
a Sabato 23 Dicembre
NOVENA DI NATALE
Ore 8:30 Parrocchia Maria SS. Assunta: Lodi mattutine.
Ore 18:00 Parrocchia Maria SS. Assunta: Novena. Segue la Santa Messa.
Ore 20:00 Rettoria San Vito martire: Novena realizzata dai Giovani delle due parrocchie e aperta a tutti coloro che desiderano partecipare.

Sabato 16 Dicembre
Ore 8:30 Parrocchia Maria SS. Assunta: Lodi mattutine.
Ore 16:30 Rettoria San Vito martire: inaugurazione e benedizione del presepe artistico realizzato dalla Deputazione San Vito martire.
Ore 18:00 Parrocchia Maria SS. Assunta: Santa Messa nella Vigilia della III Domenica d’Avvento.

Domenica 17 Dicembre –
III DOMENICA D’AVVENTO
Compleanno di Papa Francesco
Ore 8:00 Rettoria San Vito martire: Santa Messa.
Ore 10:30 – 18:00 Parrocchia Maria SS. Assunta: Santa Messa.

Lunedì 18 Dicembre
Ore 8:30 Parrocchia Maria SS. Assunta: Lodi mattutine.
Ore 18:00 Parrocchia Maria SS. Assunta: Santa Messa.

Martedì 19 Dicembre
Ore 8:30 Parrocchia Maria SS. Assunta: Lodi mattutine.
Ore 18:00 Parrocchia Maria SS. Assunta: Santa Messa.

Mercoledì 20 Dicembre
Ore 8:30 Parrocchia Maria SS. Assunta: Lodi mattutine.
Ore 18:00 Parrocchia Maria SS. Assunta: Santa Messa. Segue l’Adorazione eucaristica con la meditazione sul Vangelo della IV Domenica d’Avvento.

Giovedì 21 Dicembre
Ore 8:30 Parrocchia Maria SS. Assunta: Lodi mattutine.
Ore 18:00 Parrocchia Maria SS. Assunta: Santa Messa.

Venerdì 22 Dicembre
Ore 8:30 Parrocchia Maria SS. Assunta: Lodi mattutine.
Ore 18:00 Parrocchia Maria SS. Assunta: Santa Messa.

Sabato 23 Dicembre
Ore 8:30 Parrocchia Maria SS. Assunta: Lodi mattutine.
Ore 18:00 Parrocchia Maria SS. Assunta: Santa Messa nella Vigilia della IV Domenica d’Avvento.

Domenica 24 Dicembre
IV DOMENICA D’AVVENTO
Ore 8:00 Rettoria San Vito martire: Santa Messa.
Ore 10:30 Parrocchia Maria SS. Assunta: Santa Messa.
Ore 16:30 Rettoria San Vito martire: celebrazione della nascita di Gesù Bambino nel presepe artistico realizzato dalla Deputazione San Vito martire.
Ore 17:00 – 20:00 Parrocchia Maria SS. Assunta: Confessioni.
Ore 21:00 Parrocchia Maria SS. Assunta: Solenne Veglia nella Notte Santa di Natale.

Lunedì 25 Dicembre
NATALE DEL SIGNORE (solennità)
Ore 8:00 Rettoria San Vito martire: Santa Messa.
Ore 10:30 – 18:00 Parrocchia Maria SS. Assunta: Santa Messa.

Martedì 26 Dicembre
SANTO STEFANO PRIMO MARTIRE (festa)
Al mattino la chiesa parrocchiale e tutte le chiese rettoriali restano chiuse.
Ore 18:00 Parrocchia Maria SS. Assunta: Santa Messa.

Mercoledì 27 Dicembre
SAN GIOVANNI APOSTOLO
ED EVANGELISTA (festa)
Ore 8:30 Parrocchia Maria SS. Assunta: Lodi mattutine.
Ore 18:00 Parrocchia Maria SS. Assunta: Santa Messa.

Giovedì 28 Dicembre – Santi Innocenti martiri (festa)
Ore 8:30 Parrocchia Maria SS. Assunta: Santa Messa.
Ore 18:00 Parrocchia Maria SS. Assunta: Vespri.

Venerdì 29 Dicembre
Ore 8:30 Parrocchia Maria SS. Assunta: Lodi mattutine.
Ore 18:00 Parrocchia Maria SS. Assunta: Santa Messa.

Sabato 30 Dicembre
Ore 8:30 Parrocchia Maria SS. Assunta: Lodi mattutine.
Ore 18:00 Parrocchia Maria SS. Assunta: Santa Messa nella Vigilia della Festa della Santa Famiglia.
Ore 19:30 Parrocchia Maria SS. Assunta: spettacolo musicale La Notte di Natale, realizzato dai fanciulli della Catechesi dell’Iniziazione Cristiana.

Domenica 31 Dicembre
SANTA FAMIGLIA DI GESÙ,
MARIA E GIUSEPPE (festa)
Ore 8:00 Rettoria San Vito martire: Santa Messa.
Ore 10:30 – 18:00 Parrocchia Maria SS. Assunta: Santa Messa.
La Santa Messa delle ore 18:00 viene celebrata col canto dell’inno Te Deum come ringraziamento per l’Anno Civile 2017 che volge al termine.

Lunedì 1° Gennaio
MARIA SS. MADRE DI DIO (solennità)
Giornata Mondiale della Pace
Migranti e rifugiati
uomini e donne in cerca di pace
Ore 8:00 Rettoria San Vito martire: Santa Messa.
Ore 10:30 – 18:00 Parrocchia Maria SS. Assunta: Santa Messa.

Martedì 2 Gennaio
Santi Basilio Magno
e Gregorio Nazianzeno, vescovi
e dottori della Chiesa (memoria)
Ore 8:30 Parrocchia Maria SS. Assunta: Santa Messa.
Ore 18:00 Parrocchia Maria SS. Assunta: Vespri.

Mercoledì 3 Gennaio
Santissimo Nome di Gesù (memoria)
Ore 8:30 Parrocchia Maria SS. Assunta: Lodi mattutine.
Ore 18:00 Parrocchia Maria SS. Assunta: Santa Messa.
Ore 19:30 Rettoria San Vito martire: Concerto per Gesù Bambino, a cura del gruppo strumentale Fiati di Santa Cecilia offerto dalle Confraternite .

Giovedì 4 Gennaio
Ore 8:30 Parrocchia Maria SS. Assunta: Santa Messa.
Ore 18:00 Parrocchia Maria SS. Assunta: Vespri.

Venerdì 5 Gennaio
Ore 8:30 Parrocchia Maria SS. Assunta: Lodi mattutine.
Ore 16:30 Rettoria San Vito martire: arrivo dei Magi presso il presepe artistico realizzato dalla Deputazione San Vito martire.
Ore 18:00 Parrocchia Maria SS. Assunta: Santa Messa nella Vigilia della Solennità dell’Epifania del Signore.

Sabato 6 Gennaio
EPIFANIA DEL SIGNORE (solennità)
Ore 8:00 Rettoria San Vito martire: Santa Messa.
Ore 10:30 – 18:00 Parrocchia Maria SS. Assunta: Santa Messa.

Domenica 7 Gennaio
BATTESIMO DEL SIGNORE (festa)
Ore 8:00 Rettoria San Vito martire: Santa Messa.
Ore 10:30 – 18:00 Parrocchia Maria SS. Assunta: Santa Messa.
Alla Santa Messa delle ore 18:00 saranno presenti le famiglie che hanno celebrato il Battesimo durante l’Anno Civile 2017.

Saluto di Mons. Seccia all’Arcidiocesi di Lecce

Sorelle e Fratelli in Cristo Gesù,
la Pace e la Gioia del Crocifisso-Risorto sia con tutti voi

Mentre viene resa ufficiale la mia nomina a Pastore dell’antica Chiesa particolare, l’Arcidiocesi di Lecce, il mio primo pensiero è rivolto a Papa Francesco per confermare obbedienza e fedeltà alla Chiesa e gratitudine a Colui che, come Pietro, ci guida a e ci precede sulle vie del Vangelo verso l’umanità intera. Saluto con affetto S. Ecc. Mons. Domenico D’Ambrosio e, con Lui, i numerosi Pastori e Vescovi donati dalla Diocesi di Lecce alla Chiesa Universale, con un particolare ricordo rivolto a Sua Eminenza il Cardinale Salvatore De Giorgi. A voi, carissimi presbiteri, diaconi permanenti, seminaristi, un pensiero che nasce dal cuore di chi sta per essere costituito, tra voi e per voi, successore degli Apostoli. Un comune impegno consolida la nostra unità: non smarriamo la gioia della chiamata a stare con Lui, la ricchezza del nostro ministero, per annunciare a tutti, vicini e lontani, la Parola che salva. Un ricordo a voi, fratelli e sorelle di vita consacrata, radiosa immagine della Diocesi Leccese, che testimoniate il primato della ricerca del Volto del Signore nella vita contemplativa o nell’attività apostolica, nell’attesa di incontrarvi e con la speranza di condividere la ricchezza dei vostri carismi. Agli operatori pastorali un fraterno saluto con la viva speranza di una continuità nella collaborazione pastorale, nel servizio della Parola e della Carità.

Un abbraccio paterno a voi genitori e figli, a tutte le famiglie, per ricordarvi come l’Amore sia la sorgente della vita capace di farsi dono nella gioia, come anche nel disagio senza mai perdere la speranza. Una preghiera particolare per quanti vivono situazioni di solitudine o l’amarezza di delusioni affettive. Un saluto a voi carissimi giovani augurandovi la gioia di sperimentare il fascino dell’incontro con Cristo. Fate vostre le parole di Papa Francesco, vi esorta ad ascoltare lo Spirito che vi suggerisce scelte audaci, a non indugiare quando la coscienza vi chiede di rischiare per seguire il Maestro perché un mondo migliore si costruisce anche grazie a voi, alla vostra voglia di cambiamento e alla vostra generosità. Alle Autorità Civili, Politiche e Militari, Responsabili del Bene Comune, rivolgo un deferente e grato saluto per il Loro operato ed auspico una fattiva collaborazione al fine di essere insieme, ciascuno nel proprio ruolo, al servizio del popolo e, in particolare, di quanti soffrono per il disagio sociale, la mancanza di lavoro, l’emarginazione. Il mio primo saluto di fratello e amico giunga anche al cuore di chi si sente lontano dalla fede e dalla Chiesa, e a tutti coloro che stanno attraversando un momento di difficoltà: agli ammalati, ai carcerati, agli immigrati perche nessuno si senta dimenticato. Nell’invocare, sin da questo momento, la benedizione di Dio, Trinità d’Amore, la materna protezione di Maria Santissima e la continua assistenza di Sant’Oronzo e dei Santi che hanno illuminato e forgiato la Santa Chiesa Leccese, Vi chiedo di pregare per me e di rendervi disponibili a camminare insieme poiché vengo a Voi per essere collaboratore della vostra gioia (2Cor 1,24).

Teramo 29 settembre 2017
Festa liturgica dei Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele

+ Michele Seccia
Vescovo eletto di Lecce

 

Mons. Michele Seccia eletto Arcivescovo di Lecce

Il Papa ha nominato Arcivescovo Metropolita di Lecce S.E. Mons. Michele Seccia, trasferendolo dalla sede vescovile di Teramo-Atri.
Mons. Seccia è nato a Barletta, in provincia di Bari, nell’arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, il 6 giugno 1951. Ha compiuto gli studi nel Seminario diocesano di Bisceglie ed in quello Regionale di Molfetta.
Ha ottenuto il Baccalaureato in Filosofia e Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana, la Licenza in Teologia Morale presso l’“Alfonsianum” e la Laurea in Filosofia presso l’Università Statale “La Sapienza” di Roma.
È stato ordinato sacerdote il 26 novembre 1977 per l’arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie.
Dopo l’ordinazione sacerdotale ha ricoperto i seguenti incarichi: dal 1977 al 1985 è stato Viceparroco, e poi dal 1985 al 1992 Parroco, della parrocchia “Spirito Santo”; dal 1979 al 1982 è stato Direttore dell’Ufficio Catechistico; dal 1978 è stato pure Docente di Teologia Morale all’Istituto Superiore di Scienze Religiose e Insegnante di Religione al Liceo Statale, e di Filosofia e Pedagogia all’Istituto Magistrale. Dal 1987 al 1997 è stato Vicario Generale dell’arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie.
Eletto alla sede di San Severo il 20 giugno 1997, ha ricevuto l’ordinazione episcopale l’8 settembre successivo.
In quel tempo ha ricoperto anche l’incarico di Segretario della Conferenza Episcopale Regionale. In seno alla Conferenza Episcopale Italiana è stato Membro della Commissione Episcopale per l’Educazione Cattolica, la Scuola e l’Università.
Il 24 giugno 2006 è stato trasferito alla sede abruzzese di Teramo-Atri.

(Dal sito www.chiesacattolica.it)

Solennità di Maria SS. Assunta, Titolare della Parrocchia nella Chiesa Madre. Novena, Sante Messe del 15 Agosto e festa in Largo Castello.

PROGRAMMA RELIGIOSO
Dal 6 al 14 Agosto
Ore 8:30 Lodi mattutine.
Ore 18:00 Novena in onore di Maria SS. Assunta.
Segue la Santa Messa presiedutada Don Attilio Mesagne, Direttore della Caritas Diocesana.
15 Agosto
Ore 8:00 – 10:30 – 19:30 Santa Messa.

PROGRAMMA CIVILE
Ore 21:00 Largo Castello: spettacolo musicale a cura del gruppo di pizzica Li Scattacore di Nardò. Fuochi pirotecnici a cura della Ditta F.lli Cosma di Monteroni di Lecce.

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA GIORNATA MONDIALE DEL MIGRANTE E DEL RIFUGIATO 2017

“Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce”

Cari fratelli e sorelle!

«Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato» (Mc 9,37; cfr Mt 18,5; Lc 9,48; Gv 13,20). Con queste parole gli Evangelisti ricordano alla comunità cristiana un insegnamento di Gesù che è entusiasmante e, insieme, carico di impegno. Questo detto, infatti, traccia la via sicura che conduce fino a Dio, partendo dai più piccoli e passando attraverso il Salvatore, nella dinamica dell’accoglienza. Proprio l’accoglienza, dunque, è condizione necessaria perché si concretizzi questo itinerario: Dio si è fatto uno di noi, in Gesù si è fatto bambino e l’apertura a Dio nella fede, che alimenta la speranza, si declina nella vicinanza amorevole ai più piccoli e ai più deboli. Carità, fede e speranza sono tutte coinvolte nelle opere di misericordia, sia spirituali sia corporali, che abbiamo riscoperto durante il recente Giubileo Straordinario.

Ma gli Evangelisti si soffermano anche sulla responsabilità di chi va contro la misericordia: «Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, gli conviene che gli venga appesa al collo una macina da mulino e sia gettato nel profondo del mare» (Mt 18,6; cfr Mc 9,42; Lc 17,2). Come non pensare a questo severo monito considerando lo sfruttamento esercitato da gente senza scrupoli a danno di tante bambine e tanti bambini avviati alla prostituzione o presi nel giro della pornografia, resi schiavi del lavoro minorile o arruolati come soldati, coinvolti in traffici di droga e altre forme di delinquenza, forzati alla fuga da conflitti e persecuzioni, col rischio di ritrovarsi soli e abbandonati?

Per questo, in occasione dell’annuale Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, mi sta a cuore richiamare l’attenzione sulla realtà dei migranti minorenni, specialmente quelli soli, sollecitando tutti a prendersi cura dei fanciulli che sono tre volte indifesi perché minori, perché stranieri e perché inermi, quando, per varie ragioni, sono forzati a vivere lontani dalla loro terra d’origine e separati dagli affetti familiari.

Le migrazioni, oggi, non sono un fenomeno limitato ad alcune aree del pianeta, ma toccano tutti i continenti e vanno sempre più assumendo le dimensioni di una drammatica questione mondiale. Non si tratta solo di persone in cerca di un lavoro dignitoso o di migliori condizioni di vita, ma anche di uomini e donne, anziani e bambini che sono costretti ad abbandonare le loro case con la speranza di salvarsi e di trovare altrove pace e sicurezza. Sono in primo luogo i minori a pagare i costi gravosi dell’emigrazione, provocata quasi sempre dalla violenza, dalla miseria e dalle condizioni ambientali, fattori ai quali si associa anche la globalizzazione nei suoi aspetti negativi. La corsa sfrenata verso guadagni rapidi e facili comporta anche lo sviluppo di aberranti piaghe come il traffico di bambini, lo sfruttamento e l’abuso di minori e, in generale, la privazione dei diritti inerenti alla fanciullezza sanciti dalla Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia.

L’età infantile, per la sua particolare delicatezza, ha delle esigenze uniche e irrinunciabili. Anzitutto il diritto ad un ambiente familiare sano e protetto dove poter crescere sotto la guida e l’esempio di un papà e di una mamma; poi, il diritto-dovere a ricevere un’educazione adeguata, principalmente nella famiglia e anche nella scuola, dove i fanciulli possano crescere come persone e protagonisti del futuro proprio e della rispettiva nazione. Di fatto, in molte zone del mondo, leggere, scrivere e fare i calcoli più elementari è ancora un privilegio per pochi. Tutti i minori, poi, hanno diritto a giocare e a fare attività ricreative, hanno diritto insomma ad essere bambini.

Tra i migranti, invece, i fanciulli costituiscono il gruppo più vulnerabile perché, mentre si affacciano alla vita, sono invisibili e senza voce: la precarietà li priva di documenti, nascondendoli agli occhi del mondo; l’assenza di adulti che li accompagnano impedisce che la loro voce si alzi e si faccia sentire. In tal modo, i minori migranti finiscono facilmente nei livelli più bassi del degrado umano, dove illegalità e violenza bruciano in una fiammata il futuro di troppi innocenti, mentre la rete dell’abuso dei minori è dura da spezzare.

Come rispondere a tale realtà?

Prima di tutto rendendosi consapevoli che il fenomeno migratorio non è avulso dalla storia della salvezza, anzi, ne fa parte. Ad esso è connesso un comandamento di Dio: «Non molesterai il forestiero né lo opprimerai, perché voi siete stati forestieri in terra d’Egitto» (Es 22,20); «Amate dunque il forestiero, perché anche voi foste forestieri nella terra d’Egitto» (Dt 10,19). Tale fenomeno costituisce un segno dei tempi, un segno che parla dell’opera provvidenziale di Dio nella storia e nella comunità umana in vista della comunione universale. Pur senza misconoscere le problematiche e, spesso, i drammi e le tragedie delle migrazioni, come pure le difficoltà connesse all’accoglienza dignitosa di queste persone, la Chiesa incoraggia a riconoscere il disegno di Dio anche in questo fenomeno, con la certezza che nessuno è straniero nella comunità cristiana, che abbraccia «ogni nazione, razza, popolo e lingua» (Ap 7,9). Ognuno è prezioso, le persone sono più importanti delle cose e il valore di ogni istituzione si misura sul modo in cui tratta la vita e la dignità dell’essere umano, soprattutto in condizioni di vulnerabilità, come nel caso dei minori migranti.

Inoltre occorre puntare sulla protezione, sull’integrazione e su soluzioni durature.

Anzitutto, si tratta di adottare ogni possibile misura per garantire ai minori migranti protezione e difesa, perché «questi ragazzi e ragazze finiscono spesso in strada abbandonati a sé stessi e preda di sfruttatori senza scrupoli che, più di qualche volta, li trasformano in oggetto di violenza fisica, morale e sessuale» (Benedetto XVI, Messaggio per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2008).

Del resto, la linea di demarcazione tra migrazione e traffico può farsi a volte molto sottile. Molti sono i fattori che contribuiscono a creare uno stato di vulnerabilità nei migranti, specie se minori: l’indigenza e la carenza di mezzi di sopravvivenza – cui si aggiungono aspettative irreali indotte dai media –; il basso livello di alfabetizzazione; l’ignoranza delle leggi, della cultura e spesso della lingua dei Paesi ospitanti. Tutto ciò li rende dipendenti fisicamente e psicologicamente. Ma la spinta più potente allo sfruttamento e all’abuso dei bambini viene dalla domanda. Se non si trova il modo di intervenire con maggiore rigore ed efficacia nei confronti degli approfittatori, non potranno essere fermate le molteplici forme di schiavitù di cui sono vittime i minori.

È necessario, pertanto, che gli immigrati, proprio per il bene dei loro bambini, collaborino sempre più strettamente con le comunità che li accolgono. Con tanta gratitudine guardiamo agli organismi e alle istituzioni, ecclesiali e civili, che con grande impegno offrono tempo e risorse per proteggere i minori da svariate forme di abuso. E’ importante che si attuino collaborazioni sempre più efficaci ed incisive, basate non solo sullo scambio di informazioni, ma anche sull’intensificazione di reti capaci di assicurare interventi tempestivi e capillari. Senza sottovalutare che la forza straordinaria delle comunità ecclesiali si rivela soprattutto quando vi è unità di preghiera e comunione nella fraternità.

In secondo luogo, bisogna lavorare per l’integrazione dei bambini e dei ragazzi migranti. Essi dipendono in tutto dalla comunità degli adulti e, molto spesso, la scarsità di risorse finanziarie diventa impedimento all’adozione di adeguate politiche di accoglienza, di assistenza e di inclusione. Di conseguenza, invece di favorire l’inserimento sociale dei minori migranti, o programmi di rimpatrio sicuro e assistito, si cerca solo di impedire il loro ingresso, favorendo così il ricorso a reti illegali; oppure essi vengono rimandati nel Paese d’origine senza assicurarsi che ciò corrisponda al loro effettivo “interesse superiore”.

La condizione dei migranti minorenni è ancora più grave quando si trovano in stato di irregolarità o quando vengono assoldati dalla criminalità organizzata. Allora essi sono spesso destinati a centri di detenzione. Non è raro, infatti, che vengano arrestati e, poiché non hanno denaro per pagare la cauzione o il viaggio di ritorno, possono rimanere per lunghi periodi reclusi, esposti ad abusi e violenze di vario genere. In tali casi, il diritto degli Stati a gestire i flussi migratori e a salvaguardare il bene comune nazionale deve coniugarsi con il dovere di risolvere e di regolarizzare la posizione dei migranti minorenni, nel pieno rispetto della loro dignità e cercando di andare incontro alle loro esigenze, quando sono soli, ma anche a quelle dei loro genitori, per il bene dell’intero nucleo familiare.

Resta poi fondamentale l’adozione di adeguate procedure nazionali e di piani di cooperazione concordati tra i Paesi d’origine e quelli d’accoglienza, in vista dell’eliminazione delle cause dell’emigrazione forzata dei minori.

In terzo luogo, rivolgo a tutti un accorato appello affinché si cerchino e si adottino soluzioni durature. Poiché si tratta di un fenomeno complesso, la questione dei migranti minorenni va affrontata alla radice. Guerre, violazioni dei diritti umani, corruzione, povertà, squilibri e disastri ambientali fanno parte delle cause del problema. I bambini sono i primi a soffrirne, subendo a volte torture e violenze corporali, che si accompagnano a quelle morali e psichiche, lasciando in essi dei segni quasi sempre indelebili.

È assolutamente necessario, pertanto, affrontare nei Paesi d’origine le cause che provocano le migrazioni. Questo esige, come primo passo, l’impegno dell’intera Comunità internazionale ad estinguere i conflitti e le violenze che costringono le persone alla fuga. Inoltre, si impone una visione lungimirante, capace di prevedere programmi adeguati per le aree colpite da più gravi ingiustizie e instabilità, affinché a tutti sia garantito l’accesso allo sviluppo autentico, che promuova il bene di bambini e bambine, speranze dell’umanità.

Infine, desidero rivolgere una parola a voi, che camminate a fianco di bambini e ragazzi sulle vie dell’emigrazione: essi hanno bisogno del vostro prezioso aiuto, e anche la Chiesa ha bisogno di voi e vi sostiene nel generoso servizio che prestate. Non stancatevi di vivere con coraggio la buona testimonianza del Vangelo, che vi chiama a riconoscere e accogliere il Signore Gesù presente nei più piccoli e vulnerabili.

Affido tutti i minori migranti, le loro famiglie, le loro comunità, e voi che state loro vicino, alla protezione della Santa Famiglia di Nazareth, affinché vegli su ciascuno e li accompagni nel cammino; e alla mia preghiera unisco la Benedizione Apostolica.

Dal Vaticano, 8 settembre 2016, Festa della Natività della B. Vergine Maria.

 

FRANCESCO

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE 2017

La missione al cuore della fede cristiana

 

Cari fratelli e sorelle,

anche quest’anno la Giornata Missionaria Mondiale ci convoca attorno alla persona di Gesù, «il primo e il più grande evangelizzatore» (Paolo VI, Esort. ap. Evangelii nuntiandi, 7), che continuamente ci invia ad annunciare il Vangelo dell’amore di Dio Padre nella forza dello Spirito Santo. Questa Giornata ci invita a riflettere nuovamente sulla missione al cuore della fede cristiana. Infatti, la Chiesa è missionaria per natura; se non lo fosse, non sarebbe più la Chiesa di Cristo, ma un’associazione tra molte altre, che ben presto finirebbe con l’esaurire il proprio scopo e scomparire. Perciò, siamo invitati a porci alcune domande che toccano la nostra stessa identità cristiana e le nostre responsabilità di credenti, in un mondo confuso da tante illusioni, ferito da grandi frustrazioni e lacerato da numerose guerre fratricide che ingiustamente colpiscono specialmente gli innocenti. Qual è il fondamento della missione? Qual è il cuore della missione? Quali sono gli atteggiamenti vitali della missione?

La missione e il potere trasformante del Vangelo di Cristo, Via, Verità e Vita

1. La missione della Chiesa, destinata a tutti gli uomini di buona volontà, è fondata sul potere trasformante del Vangelo. Il Vangelo è una Buona Notizia che porta in sé una gioia contagiosa perché contiene e offre una vita nuova: quella di Cristo risorto, il quale, comunicando il suo Spirito vivificante, diventa Via, Verità e Vita per noi (cfr Gv 14,6). È Via che ci invita a seguirlo con fiducia e coraggio. Nel seguire Gesù come nostra Via, ne sperimentiamo la Verità e riceviamo la sua Vita, che è piena comunione con Dio Padre nella forza dello Spirito Santo, ci rende liberi da ogni forma di egoismo ed è fonte di creatività nell’amore.

2. Dio Padre vuole tale trasformazione esistenziale dei suoi figli e figlie; trasformazione che si esprime come culto in spirito e verità (cfr Gv 4,23-24), in una vita animata dallo Spirito Santo nell’imitazione del Figlio Gesù a gloria di Dio Padre. «La gloria di Dio è l’uomo vivente» (Ireneo, Adversus haereses IV, 20, 7). In questo modo, l’annuncio del Vangelo diventa parola viva ed efficace che attua ciò che proclama (cfr Is 55,10-11), cioè Gesù Cristo, il quale continuamente si fa carne in ogni situazione umana (cfr Gv 1,14).

La missione e il kairos di Cristo

3. La missione della Chiesa non è, quindi, la diffusione di una ideologia religiosa e nemmeno la proposta di un’etica sublime. Molti movimenti nel mondo sanno produrre ideali elevati o espressioni etiche notevoli. Mediante la missione della Chiesa, è Gesù Cristo che continua ad evangelizzare e agire, e perciò essa rappresenta il kairos, il tempo propizio della salvezza nella storia. Mediante la proclamazione del Vangelo, Gesù diventa  sempre nuovamente nostro contemporaneo, affinché chi lo accoglie con fede e amore sperimenti la forza trasformatrice del suo Spirito di Risorto che feconda l’umano e il creato come fa la pioggia con la terra. «La sua risurrezione non è una cosa del passato; contiene una forza di vita che ha penetrato il mondo. Dove sembra che tutto sia morto, da ogni parte tornano ad apparire i germogli della risurrezione. È una forza senza uguali» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 276).

4. Ricordiamo sempre che «all’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva» (Benedetto XVI, Lett. enc. Deus caritas est, 1). Il Vangelo è una Persona, la quale continuamente si offre e continuamente invita chi la accoglie con fede umile e operosa a condividere la sua vita attraverso una partecipazione effettiva al suo mistero pasquale di morte e risurrezione. Il Vangelo diventa così, mediante il Battesimo, fonte di vita nuova, libera dal dominio del peccato, illuminata e trasformata dallo Spirito Santo; mediante la Cresima, diventa unzione fortificante che, grazie allo stesso Spirito, indica cammini e strategie nuove di testimonianza e prossimità; e mediante l’Eucaristia diventa cibo dell’uomo nuovo, «medicina di immortalità» (Ignazio di Antiochia, Epistula ad Ephesios, 20, 2).

5. Il mondo ha essenzialmente bisogno del Vangelo di Gesù Cristo. Egli, attraverso la Chiesa, continua la sua missione di Buon Samaritano, curando le ferite sanguinanti dell’umanità, e di Buon Pastore, cercando senza sosta chi si è smarrito per sentieri contorti e senza meta. E grazie a Dio non mancano esperienze significative che testimoniano la forza trasformatrice del Vangelo. Penso al gesto di quello studente Dinka che, a costo della propria vita, protegge uno studente della tribù Nuer destinato ad essere ucciso. Penso a quella celebrazione eucaristica a Kitgum, nel Nord Uganda, allora insanguinato dalla ferocia di un gruppo di ribelli, quando un missionario fece ripetere alla gente le parole di Gesù sulla croce: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?», come espressione del grido disperato dei fratelli e delle sorelle del Signore crocifisso. Quella celebrazione fu per la gente fonte di grande consolazione e tanto coraggio. E possiamo pensare a tante, innumerevoli testimonianze di come il Vangelo aiuta a superare le chiusure, i conflitti, il razzismo, il tribalismo, promuovendo dovunque e tra tutti la riconciliazione, la fraternità e la condivisione.

La missione ispira una spiritualità di continuo esodo, pellegrinaggio ed esilio

6. La missione della Chiesa è animata da una spiritualità di continuo esodo. Si tratta di «uscire dalla propria comodità e avere il coraggio di raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 20). La missione della Chiesa stimola un atteggiamento di continuo pellegrinaggio attraverso i vari deserti della vita, attraverso le varie esperienze di fame e sete di verità e di giustizia. La missione della Chiesa ispira una esperienza di continuo esilio, per fare sentire all’uomo assetato di infinito la sua condizione di esule in cammino verso la patria finale, proteso tra il “già” e il “non ancora” del Regno dei Cieli.

7. La missione dice alla Chiesa che essa non è fine a sé stessa, ma è umile strumento e mediazione del Regno. Una Chiesa autoreferenziale, che si compiace di successi terreni, non è la Chiesa di Cristo, suo corpo crocifisso e glorioso. Ecco allora perché dobbiamo preferire «una Chiesa accidentata, ferita e sporca per essere uscita per le strade, piuttosto che una Chiesa malata per la chiusura e la comodità di aggrapparsi alle proprie sicurezze» (ibid., 49).

I giovani, speranza della missione

8. I giovani sono la speranza della missione. La persona di Gesù e la Buona Notizia da Lui proclamata continuano ad affascinare molti giovani. Essi cercano percorsi in cui realizzare il coraggio e gli slanci del cuore a servizio dell’umanità. «Sono molti i giovani che offrono il loro aiuto solidale di fronte ai mali del mondo e intraprendono varie forme di militanza e di volontariato […]. Che bello che i giovani siano “viandanti della fede”, felici di portare Gesù in ogni strada, in ogni piazza, in ogni angolo della terra!» (ibid., 106). La prossima Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, che si celebrerà nel 2018 sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, si presenta come occasione provvidenziale per coinvolgere i giovani nella comune responsabilità missionaria che ha bisogno della loro ricca immaginazione e creatività.

Il servizio delle Pontificie Opere Missionarie

9. Le Pontificie Opere Missionarie sono strumento prezioso per suscitare in ogni comunità cristiana il desiderio di uscire dai propri confini e dalle proprie sicurezze e prendere il largo per annunciare il Vangelo a tutti. Attraverso una profonda spiritualità missionaria da vivere quotidianamente, un impegno costante di formazione ed animazione missionaria, ragazzi, giovani, adulti, famiglie, sacerdoti, religiosi e religiose, Vescovi sono coinvolti perché cresca in ciascuno un cuore missionario. La Giornata Missionaria Mondiale, promossa dall’Opera della Propagazione della Fede, è l’occasione propizia perché il cuore missionario delle comunità cristiane partecipi con la preghiera, con la testimonianza della vita e con la comunione dei beni per rispondere alle gravi e vaste necessità dell’evangelizzazione.

Fare missione con Maria, Madre dell’evangelizzazione

10. Cari fratelli e sorelle, facciamo missione ispirandoci a Maria, Madre dell’evangelizzazione. Ella, mossa dallo Spirito, accolse il Verbo della vita nella profondità della sua umile fede. Ci aiuti la Vergine a dire il nostro “sì” nell’urgenza di far risuonare la Buona Notizia di Gesù nel nostro tempo; ci ottenga un nuovo ardore di risorti per portare a tutti il Vangelo della vita che vince la morte; interceda per noi affinché possiamo acquistare la santa audacia di cercare nuove strade perché giunga a tutti il dono della salvezza.

Dal Vaticano, 4 giugno 2017
Solennità di Pentecoste

FRANCESCO